Il futuro in gioco, il C.R. Basilicata a Ferrara per il confronto nazionale sulla crescita dei giovani

Il futuro in gioco, il C.R. Basilicata a Ferrara per il confronto nazionale sulla crescita dei giovani

Una qualificata delegazione lucana ha partecipato alla due giorni promossa dalla Lega Nazionale Dilettanti nell’ambito di Quarto Tempo. Al centro del confronto il rapporto tra territorio e professionismo, la valorizzazione dei talenti e il ruolo strategico delle Rappresentative

Il futuro del calcio italiano passa dalla capacità di riconoscere, accompagnare e valorizzare i giovani talenti partendo dai territori. È attorno a questa prospettiva che, il 23 e 24 ottobre a Ferrara, la Lega Nazionale Dilettanti ha riunito la propria governance nazionale e territoriale per “Il futuro in gioco”, la due giorni di confronto e approfondimento organizzata nell’ambito di Quarto Tempo e dedicata al rapporto tra calcio dilettantistico, formazione dei giovani e mondo professionistico.

Ai lavori ha preso parte una qualificata delegazione del Comitato Regionale Basilicata LND guidata dal Presidente Emilio Fittipaldi e composta dal Vice Presidente Domenico Ciaglia, dai Consiglieri Antonio De Bonis, Gino Polino, Gianluca Tartaglia e Luciano Virgallito, dal Segretario Rocco Leone, dal referente regionale scouting LND Nicola Angelillo e dal referente delle Rappresentative Regionali LND Basilicata Dino Telesca.

La presenza del C.R. Basilicata si inserisce in un confronto che ha coinvolto i Consigli Direttivi dei Comitati Regionali, il Dipartimento Interregionale, i responsabili delle Rappresentative e le diverse articolazioni della Lega, chiamate a dialogare con i vertici della Lega Pro e con i rappresentanti del Club Italia FIGC. Un tavolo nazionale pensato per mettere in relazione esperienze, esigenze e prospettive differenti, partendo però da un punto comune: restituire centralità alla formazione del giovane calciatore e costruire un collegamento sempre più efficace tra la grande base del movimento dilettantistico e i livelli superiori del calcio italiano.

È proprio il territorio, infatti, il primo luogo nel quale il talento viene individuato e accompagnato. Le migliaia di società dilettantistiche distribuite nel Paese rappresentano una rete capillare che non svolge soltanto una funzione agonistica, ma costituisce il primo vero spazio di formazione per una parte rilevantissima dei giovani calciatori italiani. Da qui la necessità, emersa con forza durante i lavori di Ferrara, di rendere più efficace il dialogo tra questa base e il sistema professionistico.

Ad aprire il confronto sono stati il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, il Presidente della Lega Pro Matteo Marani e l’Assessore allo Sport del Comune di Ferrara Francesco Carità. Il dibattito ha quindi coinvolto alcune delle principali figure del calcio italiano impegnate nella formazione e nella valorizzazione dei giovani.

Particolare attenzione è stata riservata alla cosiddetta Riforma Zola, illustrata dallo stesso Gianfranco Zola, Vice Presidente Vicario della Lega Pro. Il progetto ha costituito uno dei riferimenti del confronto sulla necessità di rafforzare la filiera tra i diversi livelli del calcio nazionale, incentivando il lavoro dei vivai, la qualità della formazione e le condizioni che possano consentire ai giovani di trovare un percorso più continuo verso il calcio professionistico.

La riflessione si è allargata al modello del Club Italia FIGC, attraverso il contributo del Coordinatore delle Nazionali giovanili Maurizio Viscidi e del Commissario Tecnico della Nazionale Under 21 Silvio Baldini. Al centro, i processi attraverso i quali un giovane viene osservato, formato e accompagnato nel proprio percorso di crescita, in un sistema nel quale scouting, qualità del lavoro tecnico e opportunità di confronto assumono un peso decisivo.

La seconda parte della due giorni ha portato il dibattito ancora più vicino alla realtà della Lega Nazionale Dilettanti, concentrandosi sull’impiego dei giovani in Serie D, Eccellenza e Promozione e sul ruolo delle Rappresentative Nazionali e Regionali. Un tema di particolare interesse anche per il Comitato Regionale Basilicata, che attraverso le proprie selezioni territoriali porta avanti ogni stagione un lavoro di osservazione, selezione e valorizzazione dei migliori prospetti del calcio lucano.

Le Rappresentative, in questa prospettiva, assumono un significato che va oltre la partecipazione alle competizioni. Costituiscono uno strumento attraverso il quale offrire visibilità ai ragazzi provenienti dalle società del territorio, permettere loro di misurarsi in contesti di livello superiore e creare un ulteriore punto di contatto tra il calcio regionale e le strutture nazionali.

La presenza a Ferrara di Nicola Angelillo, in qualità di referente regionale scouting LND, e di Dino Telesca, referente delle Rappresentative Regionali LND Basilicata, assume quindi un significato direttamente collegato ai temi affrontati nella due giorni. Osservazione dei talenti, costruzione delle selezioni e capacità di accompagnare i giovani nel loro percorso rappresentano infatti alcuni degli ambiti sui quali il C.R. Basilicata intende continuare a investire, in stretto rapporto con il lavoro quotidiano delle società.

Per una regione come la Basilicata, il tema assume una valenza ancora più significativa. La possibilità di intercettare il talento anche nelle realtà territorialmente più piccole, offrendo occasioni di crescita indipendentemente dal luogo di provenienza, rappresenta una delle funzioni più importanti che il sistema dilettantistico può esercitare. Significa fare in modo che nessun ragazzo venga penalizzato dalla distanza dai grandi centri e che il lavoro svolto dalle società possa trovare strumenti adeguati di valorizzazione.

Ferrara ha rappresentato, in questo senso, non un punto di arrivo ma l’avvio di un percorso di analisi e programmazione che la LND intende sviluppare partendo proprio dalla propria struttura territoriale. Il confronto tra Comitati, rappresentative, Serie D, Lega Pro e Club Italia punta a costruire una visione maggiormente coordinata, nella quale le diverse componenti del sistema possano riconoscersi come parti di una stessa filiera.

Per il C.R. Basilicata, partecipare a questo processo significa portare nel dibattito nazionale l’esperienza di un territorio nel quale il calcio dilettantistico continua ad avere una funzione sportiva e sociale essenziale e, al tempo stesso, riportare sul territorio strumenti, indicazioni e nuove prospettive da mettere al servizio delle società.

La due giorni di “Il futuro in gioco” ha quindi ribadito una direzione precisa: il futuro del calcio non può essere costruito senza partire dalla sua base. Dai campi delle società dilettantistiche, dal lavoro degli allenatori, dall’attività di scouting e dalle Rappresentative passa una parte decisiva del percorso dei giovani calciatori. Rafforzare questa rete e creare collegamenti sempre più solidi con il vertice significa investire non soltanto sui talenti di oggi, ma sulla qualità complessiva del calcio italiano di domani.